IT’S A LONG WAY TO THE TOP. Il collettivo di Dallas batte le individualità di Oklahoma portando la serie sul 2-1

maggio 22, 2011   ·   0 Comments

Dallas Mavericks – Oklahoma City Thunder  93-87  (serie: 2-1)

Lotta tra Play: Kidd VS Westbrook

Quarantotto ore, tante sono bastate a Dirk e ai suoi per rimettere in carreggiata una serie pericolosamente pareggiata da Oklahoma appena due giorni fa. Con tutto il dovuto rispetto per il super-talento dell’ala tedesca, questa volta ad ottenere la tanto ambita “W” è stata la squadra intera, e quando dico squadra non intendo i cinque starters, ma voglio annettere al successo un vastissimo gruppo di persone che va dall’onnipresente proprietario Mark Cuban al Coach Carlisle, passando per gli assistenti e per la panchina. Quando poi con il termine “panchina” andiamo a parlare di giocatori del calibro di Peja Stojakovic, Jason Terry, Brendan Haywood e Josè Juan Barea, capirete bene, cari lettori, che ci troviamo di fronte a giocatori che in altre situazioni e, soprattutto, in altre franchigie, avrebbero fatto la fortuna di migliaia di tifosi. Ma per comprendere appieno questo successo della franchigia texana sul difficile campo di Oklahoma City, dobbiamo procedere per gradi e, come per ogni cosa, partire dal principio.

Non si fa nemmeno in tempo a cominciare la partita, che subito i Mavs partono fortissimo, Shawn Marion guida la riscossa segnando 8 punti, seguono a ruota i fidi scudieri Stevenson (5 punti) e Chandler (4 punti e 4 rimbalzi); il capitano Dirk preferisce guidare le truppe dalla retroguardia, dettando i tempi in difesa e segnando l’unico canestro del suo primo quarto. Alla fine del primo parziale, gli ospiti si ritroveranno sul risultato di 27-12, +13 ma ancora 36 minuti da giocare. Il secondo quarto procede punto a punto, con Russell Westbrook che si ricorda di essere uno dei play più promettenti della Lega e comincia a limitare gli errori segnando ben 10 punti (2/4 al tiro e 6/6 dalla lunetta); dall’altro lato del fiume, a tenere testa al play di Oklahoma, c’è l’intera panchina dei Mavs (15 punti sui 25 totali provengono proprio dalle riserve di Dallas). Si va all’interavallo lungo sul risultato di 52-36, mentre i diciottomila dell’Oklahoma City Arena sembrano aver perso tutta la voglia di festeggiare.

Shawn Marion in schiacciata

Nel terzo quarto Dallas sembra essere meno lucida del solito inanellando una lunga serie di tiri sbagliati (28.6%) complice, ad essere onesti, una buona difesa da parte di Oklahoma City. Il problema però sussiste quando i Thunder non ne approfittano del momento di stallo dei Mavs e si arenano in un parziale di 18-20. Alla fine della terza frazione il tabellone recita 70-56 e dal volti dei giocatori di casa sembra capire che almeno per oggi c’è ben poco da fare. Nel quarto periodo il guinzaglio posto da Coach Carlisle a Kevin Durant si allenta un po’, tanto che l’ala piccola di Oklahoma City riesce a migliorare la mira mettendo 9 punti (3/4 dal campo); per il resto ai canestri di Nowitzki (10 punti) risponde prontamente Russell Westbrook che, con i suoi 14 punti, fa avvicinare pericolosamente i suoi ai Mavs. A 5’36” dalla fine lo svantaggio è ridotto all’osso, 6 punti che fanno ritornare il sorriso al pubblico della Oklahoma City Arena, ma Nowitzki prima e Terry poi, regalano la vittoria a Dallas. Se da una parte a vincere è stato un collettivo ben oleato (Nowitzki 18punti, Marion 18 punti, Kidd 13 punti e 8 assist, Chandler 8 punti e 15 rimbalzi, ecc.), dall’altra abbiamo due soli giocatori a fare la differenza: Kevin Durant (24 punti e 12 rimbalzi) e Russell Westbrook (30 punti). A decidere l’incontro è stata la panchina di Dallas (capace di segnare ben 16 punti in più rispetto a quella dei Thunder) e la pessima mira degli uomini di Oklahoma (36.5% dal campo e 1/17 da tre).Dallas vince e riesce a riportare a suo favore il fattore campo portando la serie sul 2-1.

Quarantotto ore, tante mancano al prossimo incontro e tutto può ancora succedere: con una vittoria Dallas metterebbe l’approdo alle Finals quasi in cassaforte, mentre in caso di sconfitta si andrebbe sul 2-2, tutto da rifare. Siamo sicuri che ad entrambe le squadre servirà un Kevin Durant ed un Dirk Nowitzki al massimo delle proprie potenzialità ed una panchina pronta a fare la differenza. Come dicevano  gli AC/DC: «It’s a long way to the top», ma per un anello questo ed altro.

Pasquale Russolillo

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